Anatoresi

Il processo è più profondo del Somato-Emozionale, e ha l’obiettivo di cercare la radice dei nostri disturbi sia fisici che comportamentali. Si potrebbe confondere l’anateoresi con l’ipnosi ma, a differenza di quest’ultima, l’anateoresi permette di scendere in una frequenza celebrare chiamata Teta, ben più profonda di quella raggiunta con l’ipnosi.

Nella frequenza Teta si raggiunge l’inconscio, pur mantenendo la mente vigile e cosciente. La seduta, che può durare anche 2 ore, è sempre molto dolce e rilassante.

ANATEORESI PRENATALE
Sei in dolce attesa? l’anateoresi si rivolge anche alle donne in stato di gravidanza, al fine di migliorare il loro approccio al parto ed al feto. Si tratta di una tecnica, quindi, indicata per trovare risoluzione a tutti quegli stati di ansia, rabbia o altra emozione ai quali non si riesce a dare una spiegazione razionale.

VANTAGGIO: è una tecnica che, dopo aver eseguito alcune sedute in studio, può anche essere eseguita a distanza attraverso videochiamata. Utile quindi sopratutto in caso di gravidanza.

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Dakar Rally

COME POTEVO PERDERMI QUESTO SOGNO?

Chi ha vissuto gli anni ’80 delle grandi imprese africane ha sognato, almeno una volta, di gareggiare in questo faticosissimo rally.
Crescendo, la mia consapevolezza di non possedere le doti per poter partecipare mi ha portata a trovare una soluzione: POSSO PARTECIPARE COME OSTEOPATA.
Così è avvenuto: mi sono candidata per lavorare in un team.

Nel 2023 sono stata il “massaggiatore” della Fantic Motor. Non era proprio quello che meritavo visti i miei innumerevoli titoli ma io quella esperienza fantastica la volevo vivere. RISULTATO?
Zero stipendio, 3 ore di sonno per notte, trasferte lunghissime (dai 500 ai 900 Km al giorno) ma tanta soddisfazione da parte dei piloti.

Nel 2025 mi iscrivo come turista ma la mia fama da “non è un semplice massaggiatore” mi precede e quindi mi ritrovo a trattare Mason Klein: un pilota fortissimo della squadra Kove. Essendo però iscritta al bivacco come turista (5.000€ per dormire in tenda, colazione, cena, docce e bagni comuni) non posso lavorare come osteopata. Perché? Il regolamento impone che per lavorare come “massaggiatore” o similare, devo pagare 14.000€ e sinceramente, preferisco godermi l’esperienza di camminare libera nei paddock.

Madeira

“Ci ho lasciato il cuore” si dice così quando un luogo ti ha fatto innamorare.
Questa è stata per me Madeira: un’isola minuscola con pendenze esagerate.
Non sarà troppo pericoloso in moto?
L’adrenalina si accende, scelgo una piccola G310GS e mi lancio alla scoperta di tutte quelle strade dismesse perché sostituite dalla comoda, docile superstrada. Incontro mucche che si sono riappropriate del loro pezzo di asfalto caldo e cascate che mi cadono sopra il casco e che pian piano hanno logorato la pavimentazione.

Non mi accontento della moto e mi rilasso con bellissime passeggiate immerse in una foresta antica, la più antica d’Europa. Sentieri a picco sulle vallate, in bilico tra i canali di irrigazione e il vuoto, protetta dai rami …cammino e respiro l’aria più pura che abbia mai respirato. Non a caso la principessa Sissi di Baviera veniva a soggiornare qui, per i suoi disturbi respiratori e psicologici. Un isola densa di pace.

4 giorni possono bastare per ricaricare la voglia di viaggio e li suggerisco a chiunque ami la natura e la semplicità portoghese.

Capo Nord in Moto Elettrica

2020: il mondo degli influencer. è esploso, grazie anche al Lock down. Io però voglio tornare alla essenza del viaggio, alla sfida, al realizzare quel impossibile che ormai è banale: CAPO NORD è banale ma nel 2020 la moto elettrica è la novità, è l’impossibile è la sfida che voglio affrontare.

AUTONOMIA: 220 Km
VELOCITA’ MASSIVA: 200 Km/h (ma la batteria si scarica velocissimamente)
TEMPO DI RICARICA: 45 minuti dalla colonnina – 3 ore dalla presa del muro 220v
AVVENTURA: 100%

Oceania

Australia: I SCARE YOU

Dopo il viaggio negli Emirati il mondo mi sorride.

L’invito di Peter, un australiano conosciuto per caso (mai niente a caso), mi porta da lui solo 8 mesi dopo il rientro da Dubai.
Mi attende una moto ad uso gratuito, o quasi.
Avventure, risate, serpenti e la scoperta della Nuova Zelanda.
Trovi tutto qui sotto, diviso in tanti piccoli racconti che non so se mai scriverò su di un libro.

L’AUSTRALIA è tutta fatta dalla gentilezza di Peter: un vecchio transalpino 650 nel fienile torna a vivere grazie alle mie abilità di meccanico. Lo posso usare dove e come voglio. WILD LIFE (la vita selvaggia australiana mi attende) con tutte le sue bellezze ed i suoi pericoli.

Prima di procedere al racconto dei pericoli voglio dire che ho trovato una ospitalità eccezionale, una gentilezza impressionante, una generosità difficile da ripagare. Non solo in Peter e nella sua famiglia, ma anche nei suoi parenti, amici, vicini di casa: tutti sempre gentili e disposti ad aiutarmi, ospitarmi o semplicemente a coccolarmi.

PERCHÉ NESSUNO PARLA MAI DEI PERICOLI AUSTRALIANI?

  1. RAGNI: Il primo incontro è sorprendente. Sto per lavare i piatti nel lavandino di Peter quando dal foro di scolo esce un ragno, piccolo, minuscolo.
    Sua moglie si affretta a dirmi: “lascialo andare, è velenoso, ma è tranquillo.”
    Obbedisco e lui si posizione sotto la mensola accanto al lavandino, quando finisco torna nel foro di scolo e scompare. La scena si ripeterà ogni volta che apro l’acqua del lavandino. BHAAAAA
  2. KANGURI: sono sul SSV con Peter, stiamo andando a spostare delle mucche tra un’area e l’altra. Un branco di Kanguri esce da dietro gli alberi, scavalcano la recinzione e iniziano, spaventati, a correre dinnanzi al Side by Side: proprio come fanno i consigli. Improvvisamente scavalcano la seconda recinzione ed uno di loro resta incastrato con la zampa posteriore. Peter scende e con molta cautela cerca di liberarlo. “In Australia sono animali protetti, ma per noi agricoltori sono una vera piaga” mi dirà poco dopo averlo amorevolmente liberato. In moto sono pericolosissimi, quando attraversano tu devi schivare non solo il corpo ma anche la lunghissima coda che può raggiungere anche i 2 metri. Il rischio di impattare è altissimo. Spesso, a bordo strada, si vedono auto ribaltate per la collisione con questi giganteschi conigli a due zampe. In moto per 30.000 Km sono riuscita ad evitarli.
  3. SERPENTI: pur avendoli odiati, li devo ringraziare. Al 4 serpente ho detto basta e Peter mi ha offerto la sua moto in Nuova Zelanda (ve lo racconto dopo). I serpenti in Australia sono velenosi. Non ti devi chiedere se lo sono o no, ti puoi domandare solo e soltanto quanto lo sono. 8 dei serpenti più velenosi del. mondo vivono qui. Ancor oggi, quando vedo un cavo elettrico a terra, mi spavento e solo poi mi rammento di non essere in Australia.
  4. SQUALI – COCCODRILLI di MARE – MEDUSE ASSASSINE: per fortuna non ne ho incontrati, ma il solo fatto di sapere che erano li in agguato, non mi ha fatto godere per nulla le spiagge australiane.

Nuova Zelanda: I LOVE YOU !!!

E’ stato amore immediato, non appena ho conosciuto Tony & Jane. Sono stati meglio di un papà e una mamma, sono stati i migliori amici che potessi mai avere nella mia esperienza in Oceania. Sono stati fantastici.
LA MOTO: la perfezione assoluta per vivere le strade sterrate della New Zealand, per danzare sull’asfalto dei percorsi più classici e per campeggiare nei boschi, è stata la SUZUKI DR 650 S. Una nuova, in quanto ancor oggi, nel mondo anglosassone, è commercializzata

IL VIAGGIO: moto perfetta, viaggio perfetto! Una moto di 160 kg ti permette di guidare su strade sconnesse, polverose e azzardare percorsi che con la mia Cocca (BMW R100GS) non avrei mai osato fare. E’ così che nella isola del nord percorro strade pavimentate e qualche parco naturale ma nulla di che, torno infatti dopo 1 sola settimana da Tony & Jane e sono loro a parlarmi del BURT MUNRO CHALLENGE ma per arrivarci ho pochi km e due settimane per godermi il viaggio.

Emirati-Oman

TUTTO è iniziato con una mail.
Una di quelle altisonanti che ti invitano a Dubai, “TUTTO SPESATO” e che tu getti nello spam, perché ti sembra troppo bello per essere vero.
Poi però, la cerchia di amicizie mi rammenta che anche un’altra viaggiatrice, inglese, era stata invitata: la contatto. La sua risposta è immediata: “it’s weird but is real”
Mi precipito a recuperare la mail, prima che si cancelli definitivamente. Rispondo “SI” e parto per l’avventura più bizzarra della mia vita: “100 giorni da sogno + 1” questo è il titolo del mio prossimo libro, intanto qui, godetevi una sintesi e qualche spettacolare immagine.

Italia

Al ritorno dal viaggio nelle Americhe scopro che moltissime persone mi stavano seguendo tramite il mio blog.
La televisione (intervistata più volte in RAI in prima serata), emittenti radiofoniche e riviste volevano intervistarmi, volevano ascoltare un pezzo dei miei racconti, della mia “impresa” (come la chiamavano loro).

Io, invece, volevo conoscere tutte quelle persone che mi volevano bene senza avermi. mai incontrata. Presi la moto, la stessa del mio viaggio nelle Americhe, e li raggiunsi uno ad uno, in ogni piccolo paese italiano, per incontrarli, conoscerli, stringere loro le mani e dire: “GRAZIE!”

Tre Americhe

IL SOGNO: fare un lungo viaggio da sola in moto.
LA REALTÁ: 23 mesi in solitaria alla scoperta di ogni frammento della mia persona. Ricompormi e scompormi è stato l’obiettivo, la meta era solo un pretesto per poter dire: “Si può fare. LO SO FARE!”.

India

Le radici di IoParto

Il mio primo viaggio transcontinentale.

Era il 2007 e scelsi un viaggio di gruppo, con degli sconosciuti stranieri, che non parlavano la mia lingua e poco io la loro.

Un viaggio in cui mi sono messa a dura prova per raggiungere i 4.800 metri durante il treking.
Dove lo Yoga è stato di supporto e la medicina ayurvedica mi ha insegnato a curare le persone e non la malattia.
L’india è stata un insieme di dure esperienze relazionali che mi hanno fatto comprendere che il vero viaggio (di cui avevo bisogno) doveva esser fatto da sola ma anche che scegliere il proprio gruppo, per creare armonia in esso, porta a grandi risultati.

E’ in stesura il libro che racconta le difficoltà dello stare in gruppo e la bellezza dell’India

Riflessi Arcaici

Disgrafia, iperattività, ADHD e molti altri disturbi possono avere origine dalla mancata integrazione dei riflessi arcaici.

Essi sono delle risposte motorie involontarie, automatiche e stereotipate, presenti alla nascita o nei primi mesi di vita, fondamentali per la sopravvivenza, la protezione e lo sviluppo neurologico del neonato. Questi riflessi però, durante lo sviluppo, dovrebbero scomparire e/o essere integrati, se questo non accade, il bambino, ma anche l’adulto, si trova ad avere spasmi involontari che conducono a esempio, a una cattiva scrittura o a un dolore cronico in una qualsiasi area del corpo.

Attraverso esercizi mirati, ritmici e facilli, il bambino, ma anche l’adulto, può integrare questi riflessi e risolvere i disturbi che essi causano.

Spesso un torcicollo ricorrente o una lombalgia persistente sono frutto di riflessi arcaici non integrati.

Purtroppo non basta consultare gli esercizi su youtube, la corretta valutazione e la scelta degli esercizi idonei, la spiegazione di come vanno eseguiti, fanno la differenza nel risultato; spesso l’esercizio, proprio per i problemi di riflessi non integrati, non si riesce ad eseguire correttamente, le mani del terapeuta sono fondamentali per apprendere e ripetere correttamente.

Vi aspetto in studio per una valutazione. Prepareremo assieme una scheda con la spiegazione degli esercizi più idonei, al fine di raggiungere la completa autonomia nell’esecuzione a casa.

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